Diario di un viaggio in Austria (Parte 2)

Arrivo in Austria, Tirolo. Precisamente a Seefeld, una ventina di km da Innsbruck, e prendo possesso della mia stanza d’albergo, un 4 stelle con wellness center, spa, piscina e altre amenità. (Un inciso per chi mi conosce e con me ha macinato decine di migliaia di chilometri in Interrail: quando hai una bambina di tre anni gli ostelli diventano un po’ problematici e quindi per le mie -brevi- vacanze estive scelgo sistemazioni comode e moderatamente lussuose perchè sento la necessità di dovermi anche riposare…)
Trattamento di mezza pensione, ovvero colazione e cena. Colazione “alla nordica” (formaggi, affettati, frutta, succhi, yoghurt, cereali… di tutto insomma) e cena di 4 portate di livello molto buono, metà servito e metà a buffet.

E allora? E allora niente,  lo dico perchè ci sono altri Italioti in albergo e mi “diverto” per dieci giorni a vedere come approcciano il più grande problema dell’Italiano in ferie: MANGIARE.

Non so se sono passati i tempi del “La pasta all’estero fa sempre schifo” (questo implicherebbe un elevamento della sensibilità culturale media dell’ Italiota, fatto del quale dubito fortemente) o se gli albergatori hanno capito che per evitare commenti provinciali hanno eliminato ogno riferimento alla cucina italiana, fatto sta che per fortuna non sento i soliti commenti che mi accompagnano da 20 anni del tipo “Però come si mangia in italia non si mangia da nessuna parte”.

In compenso noto che:

  • La panna quando è già pagata NON aumenta il colesterolo: ho visto coppie di ultrasessantenni allonanarsi dal buffet dei dolci con montagne di panna montata che a solo vederle ti portano il colesterolo a livelli che l’Organizzazione Mondiale della Sanità reputerebbe più pericolosi per la salute del programma nucleare Iraniano
  • La passione degli italiani per lo yoghurt è una mania: convinti da spot pubblicitari assillanti e al limite della coprofilia gli Italioti ingollano quantità di yoghurt  spaventose (vale quanto detto sopra: è già pagato). I miei (quattro) occhi sono stati testimoni di un signora che si “scaricata” una fondina da minestra piena quasi al limite. A occhio si tratta di 600 ml, l’equivalente di 5 vasetti standard, se gli effetti “sgorganti” del fermento probiotico Bifidus Actiregularis sono reali credo che la signora non rientrerà in Italia prima di Novembre e si farà delle vacanze davvero di merda.
  • Gli adulti ai buffet diventano bambini: Ma non dei bambini “normali”, dei bambini maleducati, viziati, ingordi e capricciosi che si rubano le cose uno con l’altro, che fanno a gara a fregarsi l’ultima fetta di formaggio manco ne avessero messo al bando la ulteriore produzione. Signore “distinte” che corrono al tavolo orgogliose e trionfanti trillando attraverso 20 metri di sala ristorante “era l’ultima fetta di torta Paolo, guarda che bella grossa” sono quasi la normalità, se c’è qualcosa di normale nel comportarsi come formiche assatanate.

La sensazione generale che ne ricavo è che nonostante il Piano Marshall, il Boom economico, la 600, il 68, gli anni di piombo, la scoperta del Leasing, l’Europa unita e l’avvento dell’Euro per gli Italiani il dopoguerra per gli Italiani non sia ancora passato: siamo ancora una massa di provincialotti con le pezze al culo…