Diario di un viaggio in Austria (Parte 5)

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Confine di stato Austria-Germania nei pressi di Mittenwald

Sono cattivo, lo so. Ma viaggiare e quindi uscire dai “patri confini” mi ha sempre fatto due effetti:

  1.  “Liberazione”: appena varco le Alpi io mi sento a casa, sinceramente non sento l’Italia la mia nazione o “heimat” come si dice in tedesco per indicare qualcosa che trascende la traduzione di patria ma indica un concetto più pervasivo di casa, tradizioni comuni, patria, nazione ecc e
  2. “Chiarezza”: vedo con più chiarezza i limiti dell’Italia come nazione, sistema e popolazione.E’ come se all’improvviso si accendesse la luce in una cantina buia. Fino a che resti al buio non ti rendi conto di quanto la cantina sia piccola, grande, ordinata, incasinata pulita o con i topi che corrono; appena trovi l’interruttore e la lampadina si accende tutto è chiaro e palese. E nello specifico caso quasi mi spavento.

Il problema comunque non è geografico è proprio dentro la testa degli Italiani: l’ignoranza che ci portiamo appresso, la scarsa conoscenza delle lingue e delle culture estere, un provincialismo che rasenta lo sciovinismo… qualcosa che è pesante da verificare all’estero perchè diventa evidente: le cicche gettate nelle aiuole, le auto parcheggiate in doppia fila o in posto riservati ai portatori di handicap, urlare come pescivendoli per strada, al ristorante, in sauna, (ovunque fuorchè chiesa , li il bigottismo supera la cafonaggine!) il non avere senso civico e non sapere manco cosa è… e mille altre cose.

Che tristezza! Lascio l’Austria ormai ricolonizzata da orde di romani sulle orme di Claudio Nerone Druso e mi dirigo in Germania, direzione Schwangau meta il castello di Neuschwanstein. Non vuoi portare una bimba di tre anni a visitare un castello che sembra quello delle fiabe? 😉