Commenti da NY: Manhattan (2)

A Manhattan abitano 1,5 milioni di persone che diventano 3 durante la giornata lavorativa. Se ti metti fuori da Grand Central Station alle 8 di mattina ti rendi conto di quanti siano (una frazione di) 1500000 esseri umani: un fiume umano che esce ininterrottamente sulla Lexington e si divide in rivoli diversi impossibili da “guadare” o risalire “controcorrente” senza sguardi di rimprovero (ma solo quelli: non ho recepito insulti, almeno in una lingua a me conosciuta). Hanno tutti un passo da bersagliere che mal si concilia con il mio andazzo da turista che si guarda attorno sfaccendato: mi schivano con le loro sneakers e con barattoli da mezzo litro di caffè in mano che non so come fanno a sorseggiare andando praticamente di corsa.

Entro in un “bar” a fare colazione e mi rendo conto che non è esattamente vero che gli Americani mangino “merda”, anzi! Vedo delle macedonie di frutta fresca che noi ci sognamo, è possibile fare colazione anche con una insalata mista ( e nessuno ti guarda male)… certo le dimensioni dei muffin sono quelle dei panettoni di Natale, se prendi una fetta di torta ti trovi con un cuneo spesso 15 cm e lungo 25 di creme dai colori fosforescenti e di un peso attorno al chilo… scelgo un caffè e un paio di cookies che è meglio! Una fetta di torta di quelle dimensioni alle 8 del mattino ammazzerebbe un toro (europeo).

Esco dal bar e il flusso di esseri umani non è cessato: decido che è meglio che sia io quello che si deve far da parte, giro “di là” e vado sulla 5th Avenue direzione Times Square: praticamente il più grande souk al mondo! L’atmosfera che si respira non è molto diversa da quella della Medina di Marrakech: un carnaio di gente che si gira, si volta, entra ed esce da negozi, si guarda in giro stupita (altri turisti come me, indubbiamente),  guarda i turisti che si aggirano stupiti… un vero formicaio al neon!

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Commenti da NY: Manhattan (1)

NY puzza di carbone e ricorda un formicaio colorato. Il livello medio di rumore in strada è quello di un cantiere navale, le ambulanze e le macchine della polizia hanno sirene che non sfigurerebbero durante un allarme aereo. Le dimensioni dei “furgoncini” che fanno le consegne cittadine (i nostri Ducato o Ford Transit) hanno dimensioni assimilabili ai camion che affollano le nostre autostrade.

Resto stupito nel considerare che questi colossi si districhino bene nel traffico cittadino: poi conto le corsie di Lexington Avenue  e  scopro che sono CINQUE per un unico senso di marcia, le “street” che la intersecano ne hanno TRE  e sono anche loro “one way”. Ok, mistero risolto: con l’asfalto usato a Manhattan ci si rifarebbe tutta la rete autostradale italiana, mi pare chiaro che i “camioncini” girino per Manhattan senza problemi!

Commenti da NY: Arrivo al JFK

Tutte le leggende urbane riguardo agli strettissimi controlli doganali, ai pulismani che ti guardano torvo, alla yellow line da non “crossare” altrimenti dal JFK finisci a direttamente a Guantanamo si dimostrano tali: ovvero leggende urbane. I controlli doganali mi sembrano “standard” con solo l’aggiunta della memorizzazione delle impronte digitali (e del fatto che una CODA è una CODA, non una ammucchiata selvaggia come in altri posti, Italia compresa)

Passati i controlli sono tecnicamente a NY. Ho sete, cerco e trovo un chiosco. Una bottiglia d’acqua costa 5 USD, ma la ragazza alla cassa mi avvisa molto cortesemente prima. Grazie, ma non me ne frega niente: se io ho sete bevo acqua. Imparerò poi che esistono 8 milioni di tipi di soft drinks più economici con contenuto calorico da 0 a 800 calorie per bottiglia.

Esco alla ricerca di un taxi che per 45$ mi scarica a Manhattan. Il taxista è un nepalese buddhista che guida manco se quel coso giallo sotto i nostri culi fosse uno yak, però è simpatico e gli perdono tutto. Anche un lieve mal di mare con annessa nausea a causa di accelerate e frenate messe li “a caso” durante il tragitto.

Google condannata… perchè?

Della condanna di tre dirigenti di Google Italia (fresca di ieri) ne hanno parlato tutti: io non posso essere da meno. Cosa ho da dire? Sarò breve!

1) La condanna è una cazzata! Se scrivo una frase ingiuriosa sul muro di una casa il colpevole passibile di denuncia, querela o altro sono io, non il proprietario della casa. Google Video (il precursore di YouTube) può levare un contenuto se segnalato: mica potrà impiegare diecimila persone a visionare tutti i video che quattro scriteriati decidono di renedere di pubblico dominio, no?

2) I cretini che hanno molestato, ingiuriato, calunniato il povero ragazzino e lo hanno filmato chi sono? Sono i soliti 4 stronzetti con le mamme apprensive che “mio figlio è un bravo ragazzo e certe cose non le fa” ? Sono stati condannati? Nessuno ne parla.

3) I dirigenti di Google hanno dichiarato che faranno appello (vorrei ben dire !) perchè “questa sentenza è una minaccia alla libertà e muterà l’aspetto di Internet come la conosciamo ora: unico strumento democratico e libero… ” beh, cazzo non esageriamo. Ricorrete pure in appello perchè è giusto ma non fatevi paladini difensori della libertà perchè mi pare stiate esagerando.

4) Si è messo di mezzo pure l’ambasciatore USA a proclamarsi scontento della sentenza e della giustizia italiana. Senta un po’ signor Ambasciatore vada a parlare di giustizia casa sua nel braccio della morte in Texas e poi torni qui. Se proprio si volesse fare una idea di cosa invece è la giustizia statunitense senza abbandonare la sua residenza romana può sempre usare Google che tanto le piace indiscriminatamente. Le suggerisco queste parole chiave: GUANTANAMO, CALIPARI, CERMIS, MARIO LOZANO,  SILVIA BARALDINI … le bastano?  Con ossequi!

Avanti Savoia…

… che San Remo è una noia!

Effettivamente se non fosse stato per quell’orrenda canzone, interpretata dal trio più male assortito dai tempi della Banda Bassotti che ha scatenato le proteste degli orchestrali (forse le uniche persone presenti a San Remo che ne sanno di musica), che ha scosso dall’immobilismo pinguinesco gli spettatori in frac che sedevano all’Ariston, i nostri giornalisti avrebbero solo potuto parlare della stazza della Clerici o della nuova “scoperta” della De Filippi (che tanto per essere pecorecci mi sa che ha una passione per i ragazzini e sardi… ho detto pecorecci?… oops ho fatto un doppio senso ricorsivo senza volerlo 😉 )

Spam e belle ragazze

Peccato che una ragazza così carina non sappia scrivere in un italiamo migliore! 😀

Ciao bello straniero, sono contento che incontriamo il mio nome Oksana.

Sto guardando per loro mezzo unico e inimitabile. Io sto cercando non e semplicemente un uomo che sto cercando un altro, questo amico per tutta la vita.   Calda dolce ragazza. Me per 27 anni. Stanco della solitudine e si desidera trovare la sua felicita!
Un poco su di me: mi piace creare confortevole, amo quando il pozzo di casa e con calma, misurare serio e responsabile, correzione la ragazza. Inoltre I emotive e sensibili su. Possono essere problemi Spiritoso e buon divertimento.  Per me sola vita priva di significato. Sulla semplicita, posso dire che si apre la cartella di lavoro. Appena letto. Se Kam interessanti su di me quindi scrittura!

 La preghiamo di rispondere solo alla mia e-mail personale:  ****@****.***

PS: Ovviamente si tratta della classica email di spam tradotta automaticamente con qualche software di terz’ordine. Devo comunque dire, e un po’ me ne vergogno, che nella vita REALE ho conosciuto persone REALI (cittadinanza italiana, scuole dell’obbligo fatte e quindi in teoria sufficientemente alfabetizzate) che scrivevano anche peggio!