A Manhattan abitano 1,5 milioni di persone che diventano 3 durante la giornata lavorativa. Se ti metti fuori da Grand Central Station alle 8 di mattina ti rendi conto di quanti siano (una frazione di) 1500000 esseri umani: un fiume umano che esce ininterrottamente sulla Lexington e si divide in rivoli diversi impossibili da “guadare” o risalire “controcorrente” senza sguardi di rimprovero (ma solo quelli: non ho recepito insulti, almeno in una lingua a me conosciuta). Hanno tutti un passo da bersagliere che mal si concilia con il mio andazzo da turista che si guarda attorno sfaccendato: mi schivano con le loro sneakers e con barattoli da mezzo litro di caffè in mano che non so come fanno a sorseggiare andando praticamente di corsa.
Entro in un “bar” a fare colazione e mi rendo conto che non è esattamente vero che gli Americani mangino “merda”, anzi! Vedo delle macedonie di frutta fresca che noi ci sognamo, è possibile fare colazione anche con una insalata mista ( e nessuno ti guarda male)… certo le dimensioni dei muffin sono quelle dei panettoni di Natale, se prendi una fetta di torta ti trovi con un cuneo spesso 15 cm e lungo 25 di creme dai colori fosforescenti e di un peso attorno al chilo… scelgo un caffè e un paio di cookies che è meglio! Una fetta di torta di quelle dimensioni alle 8 del mattino ammazzerebbe un toro (europeo).
Esco dal bar e il flusso di esseri umani non è cessato: decido che è meglio che sia io quello che si deve far da parte, giro “di là” e vado sulla 5th Avenue direzione Times Square: praticamente il più grande souk al mondo! L’atmosfera che si respira non è molto diversa da quella della Medina di Marrakech: un carnaio di gente che si gira, si volta, entra ed esce da negozi, si guarda in giro stupita (altri turisti come me, indubbiamente), guarda i turisti che si aggirano stupiti… un vero formicaio al neon!



![Frozen lake [Explored] Frozen lake [Explored]](http://static.flickr.com/7154/6775468053_d50864e5be_t.jpg)





